Il segreto della felicità

Due sono i motivi che mi hanno spinta ad acquistare questo libro, che è diventato uno dei miei preferiti.                                                                                                                                  Il primo è stato l’autore. Come potevo dire di no ad Alessandro D’avenia? Alessandro, che fin dal primo momento mi ha colpita con il suo modo di esprimersi, ma soprattutto di vedere il mondo. Alessandro, quell’insegnante che tutti vorrebbero, anzi dovrebbero, avere almeno una volta nella vita.  Una specie di Robin Williams.                                              Il secondo è stato Leopardi. Un poeta che mi è sempre piaciuto, e del quale, grazie a questo a libro, ho potuto approffondire la conoscenza.                                                              Sì, perchè se lo avete sempre visto come il poeta del pessismo, preparatevi a vedere esattamente l’opposto. Un Leopardi completamente nuovo, ma che vi sembrerà così reale da avere l’impressione di conoscerlo da sempre. Leopardi, un cacciatore di bellezza. Leopardi, un esempio per i giovani d’oggi.                                                             Vi chiederete: ma come? Per rispondere a questa domanda, è bene spiegare da cosa è stato ispirato Alessandro per scrivere questo libro. Proprio dai giovani, e dalle loro storie. Anzi, da una in particolare, che Alessandro specificherà solo alla fine del libro.       Un libro indirizzato ai giovani, alla generazione ha il volto dell’urlo di Munch, con l’obiettivo di dare loro speranza, di aiutarli. Sto parlando de L’arte di essere fragili.  

Il libro si divide in quattro parti, che per Alessandro sono le quattro fasi della vita: l’arte di sperare (adolescenza), l’arte di morire (maturità), l’arte di essere fragili (riparazione) e l’arte di rinascere (morire). Si può descrivere come una sorta di corrispondenza epistolare tra Alessandro e Leopardi, diventando così il proseguimento di un progetto che Leopardi avrebbe voluto portare a termine. Nello Zibaldone egli scrisse che avrebbe voluto scrivere una lettera ad un giovane del ventesimo secolo.

Alla tenera età di diciassette anni Alessandro scopre questo giovane poeta, e viene rapito.”Rapimento” è un termine molto importante nel libro, vuol dire scoprire cosa vogliamo fare, cosa ci rende vivi . Farsi rapire, cercare la propria stella, e avere il coraggio di seguirla. Questo è il segreto della felicità, secondo Alessandro.                             Ed ecco perchè Leopardi è un esempio per i giovani: fin da fanciullo scopre che ciò che vuole fare è scrivere poesia, e permane nel suo obiettivo nonostante le critiche.                    Leopardi, che tutti sappiamo, diventò gobbo a forza di stare piegato sui libri. Ma cosa cercava tra quelle pagine? La felicità. Non riuscì però a trovarla, e quindi fuggì da Recanati.   Chi è che non ha mai desiderato scappare durante l’adolescenza? Ebbene, neanche Leopardi era immune a questo richiamo, a questo rapimento. E ancora una volta, non si tirò indietro e lo seguì. E con questa sua fuga dà inizio alla seconda fase, quella della maturità.

Forse allora Leopardi non era solo il poeta del pessimismo, forse lo abbiamo inquadrato male. Egli scrisse certamente poesie quali Il passero solitario (la mia preferita) , ma anche come L’infinito. Si può definire pessimista chi guarda oltre un ostacolo (in questo caso la siepe, che gli impedisce la vista) e cerca di immaginare cosa ci sia dietro? Chi è rapito da questo stesso pensiero?  Io lo definirei piuttosto estremamente umano, un sognatore. E di nuovo mi tornano in mente quelle due parole, cacciatore di bellezza. Grazie ad Alessandro scopriamo che bellezza e felicità sono collegate. Chi cerca la bellezza, cerca la felicità. E dov’è la bellezza nell’essere umano? Nella sua fragilità. Non era forse Leopardi estremamente fragile?! Ecco quindi svelatoci un altro segreto: saremo davvero felici soltanto quando accetteremo la nostra fragilità.

“L’arte da imparare in questa vita non è quella di essere invincibili e perfetti, ma quella di saper essere come si è, invincibilmente fragili e imperfetti”

                                                                            Il successo di questo autore tra i giovani è pienamente giustificato, e dimostrato in questo libro: lui nei ragazzi ci crede con tutto se stesso . E i ragazzi capiscono quando qualcuno crede DAVVERO in loro.

Per finire, vorrei soltanto fare un’altra considerazione. Leggetelo con il giusto spirito. Lasciatevi rapire. Lasciatevi sommergere da una realtà nuova. Se cercate delle risposte, qui le troverete tutte. Credetemi, non è un caso se sotto il titolo è scritto come Leopardi può salvarti la vita.

“I libri, scelti bene, caro Giacomo, possono salvare la vita, soprattutto quella fragile, facendole cogliere il frutto del futuro che ha dentro.”

 

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