Nel mondo degli odori

Un giorno indefinito stavo navigando su Internet quando, sbirciando tra varie pagine, sono a venuta a conoscenza di questo libro.                                                                                     La trama mi ha subito attirata, anche se non so bene perchè. Ho sentito una specie di richiamo, una voce che mi invitava a scoprire Grenouille e il suo mondo.                               E così, quando mi sono ritrovata in libreria, come ogni weekend, indecisa su cosa comprare, la risposta stavolta mi è sembrata abbastanza scontata.                                              Nonostante nella mia lunghissima lista di libri da leggere alcuni titoli stessero lì da anni,  immobili, la mia scelta è ricaduta proprio su Il profumo di Patrick Suskind.                      E no, non me sono pentita affatto.                                                                                                     Grenouille, il protagonista di questo romanzo, nasce in Francia nel diciottesimo secolo. Una Francia che emana un  pessimo odore,che puzza.               Grenouille è sfortunato fin dalla nascita. Partorito in mezzo ai pesci marci, egli ha un grandissimo dono, un vero e proprio talento che nasce con lui : sente gli odori come nessun’altro. Eppure, ironico ma vero,  ha anche un grande svantaggio: non emana alcun odore, non sa di nulla. Per questo, sin da piccolo, viene costantemente abbandonato. La prima di questa lunga catena è proprio la madre.                                     Tutto ciò fa crescere in lui un unico grande desiderio, quello di sfruttare il suo incredibile olfatto per creare un’essenza unica . Un profumo irrestibile, che attiri chi lo annusa, e faccia sì che chinque lo indossi sia amato, anzi adorato.                                         Perchè è questo che vuole Grenouille: essere adorato come un dio. Pur di riuscirci non si ferma davanti a niente. Inizialmente si reca presso una bottega dove impara le tecniche del mestiere, e con il tempo arriva addirittura ad uccidere due donzelle, che saranno gli ingredienti segreti del suo profumo.                                                                                                  Quando poi corona il suo sogno, non è ugualmente soddisfatto. Egli si sente, e si è sentito per tutta la vita, lontano dagli esseri umani. Talmente lontano da scappare e rifugiarsi in una grotta, completamente isolato. Non solo le loro attenzioni non lo toccano, ma gli fanno quasi provare ribrezzo. Costantamente infelice, Grenouille decide finalmente di farla finita e morire. Si spruzza addosso il profumo e si fa annussare dai becchini che lo uccidono, convinti di star compiendo un gesto d’amore.

Grenouille è un personaggio particolare. Quello che principalmente colpisce di lui è la sua assenza di umanità. E’ davvero notevole il modo in cui nel libro, dopo gli omicidi, non vengano riportati i suoi sentimenti. Forse è semplicemente per il fatto che egli uccide e non prova rimorso. Non ha compassione di nessuno, e l’unica cosa che sembra interessargli davvero è realizzare il suo obiettivo.                                                                         L’abilità dell’autore, secondo me, è quella di riuscire a far provare qualcosa per un personaggio che è praticamente senza sentimenti.                                                                         Ma che cosa? Sicuramente odio, odio per le sue azioni e la sua incapacità di provare empatia. E poi compassione,pena, per il destino che gli è capitato,a tratti affetto per quel bambino lasciato a se stesso. Ma anche solitudine, perchè quella di Grenouille è così grande da riuscire a toccare chiunque.                                                                                           Se guardiamo oltre gli omicidi e le parti a volte irrealistiche della storia , e analizziamo bene questo personaggio, possiamo renderci conto che nel profondo c’è un pò di Grenouille in ognuno di noi, anche se non lo vorremmo.  Forse per questo mi è piaciuto, forse a questo si deve il successo del romanzo.                                                                              O anche perchè Suskind sa descrivere i profumi, gli oleazzi, la puzza, in una maniera incredibile. Riesce a farti entrare davvero nel mondo degli odori, cosa che non molti  scrittori sono in grado di fare. Durante la lettura vengono sfruttati tutti e cinque i sensi, e questo permette al lettore di riuscire ad immaginare un ambiente o una situazione in maniera piu’ precisa, quasi come se ce l’avesse davanti.                                      Il profumo racconta del cammino interiore di Grenouille, che è quello che tutti prima o poi ci ritroviamo a fare. Un cammino alla ricerca di noi stessi, del nostro odore. Grenouille in francese vuol dire rana, e non è casuale. La rana infatti nasce come girino, e solo in seguito ad una trasformazione diventa tale. Si tratta quindi di un percorso di crescita. Grenouille rappresenta tutti gli uomini che hanno camminato una vita intera senza mai essere davvero felici. D’altronde, come può essere felice chi non conosce se stesso, e quindi non ha identità? O meglio,come dice Suskind:

” L’aveva in mano. Un potere piu’ forte del potere del denaro o del potere del terrore o del potere del male: il potere invincibile di suscitare l’amore negli uomini. Solo una cosa non riusciva a fare questo potere: non riusciva a fargli sentire il proprio odore. E anche se il suo profumo di fronte al mondo lo faceva apparire come un Dio, se non riusciva a sentire il proprio odore e se quindi era condannato a non sapere mai chi egli fosse, se ne infischiava, se ne infischiava del mondo, di se stesso, del suo profumo.”

Forse è per questo che Grenouille è alla costante ricerca di approvazione, e non desidera altro. Perchè non ha odore. E anche se cerca di raccoglierne diversi per crearne uno, si rende conto che non è la stessa cosa, sente che quel profumo appartiene agli altri e non a stesso. Sì, perchè tanti pezzettini di diverse persone non possono creare una nuova persona. Semplicemente l’odore umano non si può ricreare, è qualcosa di innato.

Onestamente ritengo che l’ultimo capitolo, per quanto breve, sia il migliore, quello che fa capire meglio la psicologia di questo personaggio, che finalmente ce lo rivela per come è davvero. Grenouille ci si mostra per la prima volta in profondità, con quel disagio interiore di chi non ha un posto al mondo. Perchè egli non si trova bene da solo nella caverna, ma neanche tra gli uomini. E allora inizia pensare che forse, semplicemente non ne vale la pena. Non vale la pena di proseguire, perseguire nuovi obiettivi.                   “Forse”, ecco. La vita di Grenouille è un tutto un grande “forse”, un insieme di domande che finiscono nel vuoto. Per questo giunge alla disperazione, e non vede altra soluzione che la morte. E non è qualcosa di già sentito ? La storia di Grenouille è la storia di tanti altri uomini, prima e dopo di lui.

Per concludere consiglierei a tutti di leggerlo,  non per la trama ma per il significato che contiene. Un libro apparentemente banale, frivolo, ma che se letto con attenzione spinge a riflettere sull’uomo e la sua natura. Un libro intriso di solitudine, tristezza e disagio interiore. Non proprio una lettura leggera, ma sicuramente da fare una volta nella vita.

 

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