I miei 15 libri preferiti

Oggi, 23 Aprile 2017, è il ventunesimo anniversario della giornata mondiale del libro. Lo scopo di questo evento è promuovere la lettura. Quindi, per festeggiare, voglio condividere con voi i miei 15 libri preferiti; quelli che mi hanno lasciato qualcosa di importante, che mi hanno segnata. Stilare una lista è stato piuttosto difficile, ma alla fine ce l’ho fatta. Di alcuni ne ho già parlato in precedenza, di altri no. Partendo dal presupposto che, ovviamente, questa classifica è in continua evoluzione, iniziamo:

  1. Il piccolo principe di Antoine de Saint- Exupèry    

 DescrizioneE’ la storia dell’incontro tra un aviatore, costretto da un guasto ad un atterraggio di fortuna nel deserto, e un ragazzino alquanto strano, che gli chiede di disegnargli una pecora. Il bambino viene dallo spazio e ha abbandonato il suo piccolo pianeta perchè si sentiva troppo solo lassù: unica sua compagna era una rosa.                                                                                                                                                                                            Chi è che non lo conosce? Un libro senza tempo, che non perde mai significato. Rivolto ai piccoli, ma soprattutto ai grandi, che hanno dimenticato com’è essere bambini. Il piccolo principe è un invito a meravigliarsi, a guardare il mondo con gli occhi di un fanciullo. Ci ricorda quali sono i veri valori, ad esempio l’amicizia.                                                               L’ ho amato perchè ,in fondo, io dentro mi sento ancora un pò bambina. E spero che questo possa non cambiare mai.

“Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.”

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2. L’arte di essere fragili di Alessandro D’avenia 

Descrizione: In queste pagine Alessandro D’Avenia racconta il suo metodo per la felicità e l’incontro decisivo che glielo ha rivelato: quello con Giacomo Leopardi. Leopardi è spesso frettolosamente liquidato come pessimista e sfortunato. Fu invece un giovane uomo affamato di vita e di infinito, capace di restare fedele alla propria vocazione poetica e di lottare per affermarla, nonostante l’indifferenza e perfino la derisione dei contemporanei. Nella sua vita e nei suoi versi, D’Avenia trova folgorazioni e provocazioni, nostalgia ed energia vitale.

Parliamoci chiaro, a me lo stile di Alessandro è sempre piaciuto, ma ne L’arte di essere fragili si è superato. Un libro che cerca di rispondere alle grandi domande della vita, grazie alla “collaborazione” del grandissimo poeta Giacomo Leopardi. Quando l’ho letto ero piena di dubbi che volevo sciogliere, e in questo mi ha aiutata. Certo, non è riuscito a slegarli tutti, ma dopo averlo terminato mi sono sentita un pò meglio. In qualche modo era come mi fossi tolta un peso, e appena l’ho chiuso, ne ho sentito subito nostalgia.

“L’arte da imparare in questa vita non é quella di essere invincibili e perfetti, ma quella di saper essere come si é, invincibilmente fragili e imperfetti.”

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Qui la mia recensione: Il segreto della felicità

3. Le notti bianche di Fedor Dostoevskij

Descrizione: La natura lirica, fantastica e fantasmagorica di Pietroburgo è tutta infusa nelle Notti bianche, romanzo pubblicato per la prima volta nel 1848. Il giovane protagonista della vicenda è un sognatore. Immerso in uno sciame di pensieri e fantasticherie, nelle lucide notti estive, il giovane intraprende in solitudine lunghe passeggiate per le vie cittadine fino al sorprendente incontro con Nasten’ka, un altro essere notturno, e al sogno di un’avventura meravigliosa.

Ahimè, leggendo questo libro non ho potuto fare altro che identificarmi nel ruolo del sognatore. E ogni sua insicurezza, durante la lettura, è stata anche la mia. Sì insomma, è proprio vero che rifugiarsi nei propri sogni è meglio che vivere la vita reale? Sto forse sprecando il mio tempo? Grazie a Le notti bianche ho capito di poter trovare un sogno ogni giorno, senza dovermi rifugiare nel mio mondo.

” Passeranno gli anni e verrà una dolorosa solitudine, verrà la tremula vecchiaia col bastone, l’angoscia e la tristezza. Il mondo della fantasia diventerà sempre piu’ pallido e i sogni appassiranno e moriranno e cadranno come le foglie gialle dagli alberi.. Oh, Nasten’ka! Come sarà triste rimanere solo, completamente solo… senza neanche un rimpianto, niente, assolutamente niente… Perchè tutto quello che avrò perduto non esisteva, era solo una stupida nullità totale, era solo una fantasticheria!”

Le notti bianche

La mia recensione: Tra sogno e realtà

4. Il profumo di Patrick Suskind 

Descrizione: Jean-Baptiste Grenouille, nato il 17 luglio 1783 nel luogo pi puzzolente di Francia, il Cimetire des Innocents di Parigi, rifiutato dalla madre fin dal momento della nascita, rifiutato dalle balie perchè non ha l’odore che dovrebbero avere i neonati, anzi perch “non ha nessun odore”, rifiutato dagli istituti religiosi, riesce a sopravvivere a dispetto di tutto e di tutti. E, crescendo, scopre di possedere un dono inestimabile: una prodigiosa capacità di percepire e distinguere gli odori. Forte di questa facoltà, di quest’unica qualità, Grenouille decide di diventare il piu’ grande profumiere del mondo, e il lettore lo segue nel suo peregrinare tra botteghe odorose, apprendista stregone che supera in breve ogni maestro passando dalla popolosa e fetida Parigi a Grasse, città dei profumieri nell’ariosa Provenza. L’ambizione di Grenouille non è quella di arricchirsi; persegue, invece, un suo folle sogno: dominare il cuore degli uomini creando un profumo capace di ingenerare l’amore in chiunque lo fiuti, e pur di ottenerlo non si fermerà davanti a nulla.

Per quanto completamente inumano e privo di sentimenti, mi è sembrato di riconoscermi, in parte, nella figura di Grenouille. Anche io ho sentito la sua stessa tristezza, il suo disagio: la scarsa consapevolezza di  non sapere ancora chi si è davvero.    E’ una strada dura e piena di ostacoli, quella che Grenouille percorre. Sto parlando di crescere, che vuol dire scoprirsi e  accettarsi. E chi che non l’ha vissuta? Per fortuna ne sono usciti quasi tutti vincitori, o quasi. L’importante è affrontarla, e non cercare di lasciarsela alle spalle.

“Gli uomini possono chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all’orrore, e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non possono sottrarsi al profumo. Poiché il profumo è fratello del respiro. Con esso penetrava gli uomini, a esso non potevano resistere, se volevano vivere. E il profumo scendeva in loro, direttamente al cuore e là distingueva categoricamente la simpatia dal disprezzo, il disgusto dal piacere, l’amore dall’odio. Colui che dominava gli odori, dominava il cuore degli uomini.”

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La mia recensione: Nel mondo degli odori

5. Il buio oltre la siepe di Harper Lee

Descrizione:  In una cittadina del “profondo” Sud degli Stati Uniti l’onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d’ufficio di un “negro” accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrarne l’innocenza, ma l’uomo sarà ugualmente condannato a morte. La vicenda, che è solo l’episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei.

Questo libro mi è piaciuto perchè tutto quello che denuncia Harper, in un modo così semplice ed elementare da arrivare a chiunque, è ciò contro cui anche io mi schiero contro: il razzismo, la discriminazione, la guerra. Forse per l’ultima non posso fare molto, ma per quanto riguarda le prime due, nel mio piccolo,  cerco di fare del mio meglio. Come? Provando ad essere di veduta aperta, e di non giudicare prima di conoscere. A volte può essere impresa ardua, ma mai impossibile.

” Quasi sono tutti simpatici, Scout, quando finalmente si riesce a capirli.”

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La mia recensione: Superare i pregiudizi

6. Balzac e la piccola sarta cinese di Daj Sijie

Descrizione: La storia di questo libro racconta di come la lettura, grazie alla segreta malia di una misteriosa, preziosissima valigia di libri occidentali proibiti, riesca a sottrarre due ragazzi, colpevoli soltanto di essere figli di “sporchi borghesi”, a svariate torture e permetta anche a uno di loro di conquistare la “Piccola Sarta cinese”. Così, pur vivendo in mezzo agli orrori della rieducazione, i due ragazzi e la Piccola Sarta scopriranno, in virtù di qualche goccia magica di Balzac, che esiste un mondo fatto di pura, avventurosa bellezza. Attraversando, nel frattempo, rocambolesche avventure.

Come potevo non apprezzare questo romanzo? Un libro sull’importanza della lettura, su quanto può cambiare la vita di una persona. In particolare quella della Piccola Sarta, che grazie a diversi autori, ma soprattutto a Balzac, diventerà una donna indipendente e troverà il coraggio di ricominciare daccapo.

“Mi ha detto che Balzac le ha fatto capire una cosa: che la bellezza di una donna è un tesoro inestimabile.”

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7. Il giovane Holden di J.D. Salinger

Descrizione: Sono passati cinquant’anni da quando è stato scritto, ma continuiamo a vederlo, Holden Caufield, con quell’aria scocciata, insofferente alle ipocrisie e al conformismo, lui e la sua ‘infanzia schifa’ e le ‘cose da matti che gli sono capitate sotto Natale’, dal giorno in cui lasciò l’Istituto Pencey con una bocciatura in tasca e nessuna voglia di farlo sapere ai suoi. La trama è tutta qui, narrata da quella voce spiccia e senza fronzoli. 

Le opzioni sono due: Holden o si ama o si odia. Io personalmente l’ho amato. Un giovane ribelle, che è arrabbiato con il mondo. Perchè lui è diverso, non si rispecchia nella società egoista ed ipocrita in cui vive. Cerca quindi il proprio posto, ma senza trovarlo.  Inizia così il dramma di Holden, che lo rende confuso, insicuro. Insomma, è l’adolescente che c’è, o c’è stato, in ognuno di noi. Ecco perchè, dopo anni, continuiamo a leggerlo. Non mi è piaciuta la scelta di cambiare il titolo originale The catcher in the rye, ovvero “il prenditore nella segale”. Perchè, per quanto in italiano possano suonare male, in quelle cinque paroline inglesi, è racchiusa la vera essenza di Holden.

“Ad ogni modo, io mi immagino sempre tutti questi bambini, e in giro non c’è nessun altro – nessuno di grande, intendo – tranne me, che me ne sto fermo sull’orlo di un precipizio pazzesco. Il mio compito è acchiapparli al volo se si avvicinano troppo, nel senso che se loro si mettono a correre senza guardare dove vanno, io a un certo punto devo saltare fuori e acchiapparli. Non farei altro tutto il giorno. Sarei l’acchiappabambini del campo di segale. So che è da pazzi, ma è l’unica cosa che mi piacerebbe fare davvero. Lo so che è da pazzi.”

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 8. La verità sul caso Harry Quebert di Joel Dicker
Descrizione: Estate 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente nella tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito. Primavera 2008, New York. Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, sta vivendo uno dei rischi del suo mestiere: è bloccato, non riesce a scrivere una sola riga del romanzo che da lì a poco dovrebbe consegnare al suo editore. Ma qualcosa di imprevisto accade nella sua vita: il suo amico e professore universitario Harry Quebert, uno degli scrittori più stimati d’America, viene accusato di avere ucciso la giovane Nola Kellergan. Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore, a Goose Cove, poco fuori Aurora, sulle rive dell’oceano. Convinto dell’innocenza di Harry Quebert, Marcus Goldman abbandona tutto e va nel New Hampshire per condurre la sua personale inchiesta. Marcus, dopo oltre trent’anni deve dare risposta a una domanda: chi ha ucciso Nola Kellergan? E, naturalmente, deve scrivere un romanzo di grande successo.
Questo libro non contiene grandi significati, o nulla del genere. Però la trama è ben orchestrata e mi ha preso talmente tanto da riuscire a divorarlo in soli due giorni, nonostante le 770 pagine. La verità sul caso Harry Quebert è stato il primo thriller/ giallo che ho letto, e quello mi ha fatto appassionare al genere.  Ho apprezzato molto, inoltre, i consigli che, all’inizio di ogni capitolo, Harry dà a Marcus.

“Impara ad amare i tuoi fallimenti, Marcus, perché saranno loro a formarti. Saranno i tuoi fallimenti a dare sapore alle tue vittorie.”

La verità sul caso Harry Quebert

La mia recensione: La verità sul caso Harry Quebert

9. Cose che nessuno sa di Alessandro D’avenia 

Descrizione: Margherita ha quattordici anni e sta per varcare una soglia magica e misteriosa: l’inizio del liceo. Un mondo nuovo da esplorare e conquistare, sapendo però di poter contare sulle persone che la amano. Ma un giorno, tornata a casa, ascolta un messaggio nella segreteria telefonica: è di suo padre, che non tornerà più a casa. Margherita ancora non sa che affrontando questo dolore si trasformerà a poco a poco in una donna, proprio come una splendida perla fiorisce nell’ostrica per l’attacco di un predatore marino. Accanto a lei ci sono la madre, il fratellino vivace e sensibile e l’irriverente nonna Teresa. E poi Marta, la compagna di banco sempre sorridente, e Giulio, il ragazzo più cupo e affascinante della scuola. Ma sarà un professore, un giovane uomo alla ricerca di sé eppure capace di ascoltare le pulsazioni della vita nelle pagine dei libri, a indicare a Margherita il coraggio di Telemaco nell'”Odissea”: così che il viaggio sulle tracce del padre possa cambiare il suo destino.

Eccolo di nuovo, proprio lui: Alessandro D’avenia. Ve l’ho detto, io di questo scrittore non ne posso proprio fare a meno. Ho letto Cose che nessuno sa circa tre o quattro anni fa,e mi sono rispecchiata appieno in Margherita, con le sue insicurezze e tutti quei piccoli difetti. Inoltre mi ha fatta sognare ad occhi aperti, sperando di incontrare anche io il mio Giulio un giorno. In poche parole è stato con me durante la mia crescita, in particolare durante quel periodo nel quale ne ero terrorizzata, e mi ha insegnato ad osservarla con uno sguardo diverso.  Perchè è proprio di crescere che si parla.

“Non cercare ora risposte che non possono venirti date perché non le potresti vivere. E di questo si tratta: di vivere tutto. Vivi ora le domande. Forse ti avvicinerai così, a poco a poco, senza avvertirlo, a vivere un giorno lontano, la risposta.”

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10. Dieci Piccoli indiani di Agatha Christie 

Descrizione: Dieci persone estranee l’una all’altra sono state invitate a soggiornare in una splendida villa a Nigger Island senza sapere il nome del generoso ospite. Eppure, chi per curiosità, chi per bisogno, chi per opportunità, hanno accettato l’invito. Gli invitati non hanno trovato il padrone di casa ad aspettarli; hanno trovato invece una poesia incorniciata e appesa sopra il caminetto della loro camera. E una voce inumana e penetrante che li accusa di essere tutti assassini. Per gli ospiti intrappolati è l’inizio di un interminabile incubo.

Il primo libro che ho letto di Agatha Christie, grazie al quale ho capito perchè viene chiamata anche “la regina del giallo”. Ha un modo tutto suo di scrivere. Sparge inidizi qua e là, e quando ti sembra di esserti avvicinata alla soluzione, ecco che ne aggiunge di nuovi. Finchè alla fine entri in una specie di spirale, e continui a chiederti: ma insomma, chi è stato? E la risposta, quella vera, non te la saresti mai immaginata.                                  Vi lascio con l’incipit:

“In un angolo dello scompartimento fumatori di prima classe, il signor Wargrave, giudice da poco in pensione, tirò una boccata di fumo dal sigaro e scorse con interesse le notizie politiche del «Times». Poi, depose il giornale sulle ginocchia e guardò fuori dal finestrino. Il treno correva attraverso il Somerset.
Diede un’occhiata all’orologio: ancora due ore di viaggio.
Ripensò a quello che i giornali avevano scritto su Nigger Island.”

 

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11. Una stanza tutta per sè di Virginia Woolf

Descrizione: “Saggio narrativo” tipico della originale e multiforme produzione saggistica di Virginia Woolf, “Una stanza tutta per sé” affronta, in modo ironico e pieno di vita, di ragione e senso critico nutrito dalla forza delle emozioni, il tema della creatività femminile e quindi della rivendicazione ‘femminista’ dei diritti delle donne. Sulla scia di S.T. Coleridge, la Woolf afferma la superiorità creativa della mente androgina ed esprime, in toni amari e risentiti contro i privilegi maschili, una genuina indignazione per il ruolo subalterno cui era costretta la donna intellattuale del suo tempo, e la donna in genere – a meno che non avesse la fortuna di avere una ‘stanza tutta per sé’ ovvero una rendita che le permettesse di essere liberamente creativa. Lucida analisi dell’essere scrittrice in una società in cui il dominino convenzioni repressive che riducano la donna a madre, sorella o figlia, la Woolf, intessendo un colloquio ideale con grandi scrittori come Montaigne, John Donne, T.S. Eliot e Lukacs, ci conduce in questo saggio alla ricerca di un punto di equilibrio interiore, di un momento di bellezza e verità.

Diciamo che mi ritengo femminista. Nel senso che sostengo l’ultima ondata di femminismo, ovvero quella che difende la parità dei diritti tra uomini e donne.                   Questo libro è stata per me l’occasione di fare conoscenza con una vera femminista, e capire un pò meglio le condizioni della donna nel tempo. L’ho trovato quindi molto interessante.  Virginia Woolf si ritrova ad affrontare un argomento piuttosto complesso: la donna nella letteratura. Perchè la donna inizia a scrivere molto piu’ tardi rispetto all’uomo? La risposta è nel titolo. Perchè, oltre all’ indipendenza economica, non aveva neanche una stanza tutta per sè, dove poter stare tranquilla con i propri pensieri. Sempre occupata tra bambini e lavori di casa, la donna aveva ben poco tempo da passare sola, fattore indispensabile per iniziare a scrivere.

“Ragazze, dovrei dirvi – e per favore ascoltatemi, perché comincia la perorazione – che a mio parere siete vergognosamente ignoranti. Non avete mai fatto scoperte di alcuna importanza. Non avete mai fatto tremare un impero, né condotto in battaglia un esercito. Non avete scritto i drammi di Shakespeare, e non avete mai impartito i benefici della civiltà a una razza barbara. Come vi giustificate? È facile dire, indicando le strade, le piazze, le foreste del globo gremite di abitanti neri e bianchi e color caffè tutti freneticamente indaffarati nel commercio, nell’industria e nell’amore  abbiamo avuto altro da fare. Senza la nostra attività nessuno avrebbe solcato questi mari, e queste terre fertili sarebbero state un deserto. Abbiamo partorito e allevato e lavato e istruito, forse fino all’età di sei o sette anni, i milleseicentoventitré milioni di esseri umani che secondo le statistiche sono attualmente al mondo; e questa fatica, anche ammettendo che qualcuno ci abbia aiutate, richiede tempo.”

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12.  Canto di natale ( a Christmas Carol)  di Charles Dickens 

Descrizione: A Scrooge, vecchio e insensibile usuraio, poco importa del Natale e del bene che potrebbe fare agli altri, da Fred, suo unico nipote, a Bob Cratchit, suo misero e sfruttato impiegato. Ma proprio la notte di Natale gli appare lo spettro del defunto socio in affari, Jacob Marley, il quale, dopo averlo aspramente rimproverato per la sua riprovevole condotta, gli preannuncia la visita di tre fantasmi. Essi gli permetteranno di viaggiare nel Natale passato, presente e futuro e di osservare il suo se stesso com’era un tempo non molto lontano, come fosse profondamente cambiato e a cosa sarebbe andato incontro. Scrooge, provato e colpito da questo viaggio psichico, riesce a comprendere una verità insospettata: solo l’amore può dare un significato alla vita di ogni essere umano. A Christmas Carol, inaugurale racconto natalizio, conserva intatto ancora oggi il suo potere di commuovere e di additare all’umanità un esempio di fratellanza e un cammino di speranza.

Anche questa molto conosciuta, è una storia sempre attuale. Perchè migliaia sono stati, sono e saranno gli uomini che, attratti dal dio Denaro, si dimenticano i veri valori. Così nonostante la loro ricchezza, proprio come Scrooge, passano un’esistenza infelice.              L’importante, in ogni caso, è capire di aver sbagliato. Non è mai troppo tardi per cambiare vita.                                                                                                                                          Tra l’altro io l’ho letto in lingua originale, e consiglio anche a voi di farlo.

“Risero alcuni di quel mutamento, ma egli li lasciava ridere e non vi badava; perché sapeva bene che molte cose buone, su questo mondo, cominciano sempre col muovere il riso in certa gente.” 

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13. Storia di una ladra di libri di Markus Zusak

Descrizione: E il 1939 nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l’inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso, un libriccino abbandonato lì, forse, o dimenticato dai custodi del minuscolo cimitero. Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la prova tangibile di un ricordo per il futuro: lo ruba e lo porta con sé. Così comincia la storia di una piccola ladra, la storia d’amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l’orrore che la circonda. Grazie al padre adottivo impara a leggere e ben presto si fa più esperta e temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché “ai tedeschi piaceva bruciare cose. Negozi, sinagoghe, case e libri”, poi li sottrae dalla biblioteca della moglie del sindaco, e interviene tutte le volte che ce n’è uno in pericolo. Lei li salva, come farebbe con qualsiasi creatura. Ma i tempi si fanno sempre più difficili. Quando la famiglia putativa di Liesel nasconde un ebreo in cantina, il mondo della ragazzina all’improvviso diventa più piccolo. E, al contempo, più vasto. 

Forse in questo caso non c’era neppure bisogno di una descrizione, perchè Storia di una ladra di libri è conosciutissimo, anche grazie al film uscito nel 2013. Mi è piaciuto perchè, pur parlando della strage accaduta agli ebrei e della Seconda guerra mondiale, il contesto storico spesso resta uno sfondo. E’ l’ideale per chi vuole saperne di piu’ a riguardo, ma al contempo vuole anche fare una lettura “leggera”. Sì, perchè la storia di Liesel è commovente e nostalgica, però anche felice in certi tratti. Di nuovo, questo è un libro che parla dell’ importanza della letteratura. E’ anche contro la guerra, che agli occhi di una bambina come Liesel risulta atroce, ed è così che viene descritta. Liesel, quella bambina che vedendo bruciare i libri, decide di salvarne il piu’ possibile, alla fine potrei essere io. Anzi, mi ci vedo molto bene nel ruolo della ladra di libri. Sebbene scritto in modo molto semplice, Storia di una ladra di libri è emozione allo stato puro.

“La gente tende a notare i colori di una giornata solo all’inizio e alla fine, ma per me è chiaro che in un giorno si susseguono un’infinità di sfumature e tinte, in ogni istante. Una singola ora può essere composta da migliaia di colori diversi.”

 

Storia di una ladra di libri.

14. Io sono di legno di Giulia Carcasi

Descrizione: È l’alba di una domenica qualunque.
Giulia aspetta, Mia non è ancora tornata dai suoi sabati senza freno. Sono madre e figlia divise da un precipizio di anni e segreti, apparentemente sicure delle proprie scelte: hanno applicato alle loro vite teoremi precisi e sembrano funzionare. Ma quando Giulia si ritrova a leggere il diario di Mia, l’ingranaggio si rompe. Bisogna tornare indietro. E Giulia lo fa. Torna ai ricordi di una giovinezza ferita: il perbenismo della sorella, la fragilità di una madre che non voleva guerre, l’amicizia con una suora peruviana curiosa dell’amore e dei balli e che di Dio non parlava mai. Torna ai primi passi da medico, tra corsie e sale operatorie, al matrimonio con un primario, alla lunga attesa di una maternità sofferta e desiderata. Più la storia di Giulia si snoda nel buio del passato, più affiorano misteri che chiedono di essere sciolti. Ma per madre e figlia l’incontro può solo avvenire a costo di pagare il prezzo di una verità difficile, fuori da ogni finzione.

Mia, come tutti, diventa adolescente. Inizia a chiudersi in se stessa, ad escludere la madre dal suo mondo privato. Quest’ultima, quando se ne rende conto, cerca di salvare il loro rapporto: legge il diario della figlia. E mentre lo fa, le viene voglia di raccontare la sua storia. Così, in un libro molto breve (solo 140 pagine), vengono ripercorse due vite, simili ma anche diverse. Ecco, simili ma anche diverse, così siamo io e Mia. Diverse fuori, diverse nel modo di comportarsi, di atteggiarsi all’esterno, ma simili dentro. Entrambe siamo di legno.

“Il legno sembra fermo, ma è sottoposto a pressioni interne che lentamente lo spaccano.
La ceramica si rompe, fa subito mostra dei suoi cocci rotti.
Il legno no, finché può nasconde, si lascia torturare ma non confessa.
Io sono di legno.” 

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15. Assassinio sull’ Orient Express di Agatha Christie 

Descrizione: L’Orient-Express, il famoso treno che congiunge Parigi con Istanbul, è costretto ad una sosta forzata, bloccato dalla neve. A bordo qualcuno ne approfitta per compiere un efferato delitto, ma, sfortunatamente per l’assassino, tra i passeggeri c’è anche il famoso investigatore belga Hercule Poirot, al quale verranno affidate le indagini. Poirot, in effetti, risolverà il caso, non prima, però, di essersi imbattuto in una sensazionale sorpresa.

Di nuovo lei, “la regina del giallo”. Non mi prolungo troppo, perchè le ragioni sono piu’ o meno le stesse. Il suo stile ha fatto centro anche questa volta. Quando pensavo di aver risolto il mistero, ecco che è subentrato il dubbio. E alla fine avevo pure indovinato. Ma brava Agatha, sei riuscita a farmi dubitare di nuovo.

“Se tutti mentono, la confusione non é minore di quella che vi sarebbe se tutti dicessero la verità.”

Assassinio sull'Orient Express

Ed eccoci giunti alla fine.Spero che magari qualcuno di questi libri vi sia piaciuto particolarmente, e che in tal caso corriate subito in libreria o in biblioteca.

 

 

 

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